lunedì 6 giugno 2011

MAKTUB

Dice il maestro: “Scrivi! Che sia una lettera, un diario o solo qualche nota mentre parli al telefono - ma scrivi! Nello scrivere, ci avviciniamo a Dio e agli altri. Se vuoi capire meglio il tuo ruolo nel mondo, scrivi. Prova a metterci l’anima nello scrivere, anche se nessuno legge le tue parole - o peggio, anche se qualcuno finisce col leggere ciò che non avresti voluto fosse letto. Il semplice fatto di scrivere ci aiuta a organizzare i nostri pensieri e a vedere più chiaramente cosa abbiamo intorno.
Una carta e una penna fanno miracoli - alleviano il dolore, rendono i sogni realtà e ricordano una speranza perduta. La parola è potere.”




………….. da Maktub di Paulo Coelho


"Maktub" significa "Così è scritto." Gli Arabi pensano che "Così è scritto" non sia una buona traduzione perchè, sebbene ogni cosa sia già scritta, Dio ha compassione e ha scritto tutto solo per aiutarci.
Equivale a quello che per noi significa il destino.

Con questo titolo Paulo Coelho ha pubblicato, nel 1994, un testo che è stato tradotto in diverse lingue. Il testo contiene una serie di riflessioni, pensieri e piccole storie: allegorie della vita.

Presso questi links si può leggere una copia gratuitamente:




La prima volta che ho scoperto la parola “Maktub” risale a circa un paio di anni fa, quando ho letto il libro dello stesso Coelho “L’ALCHIMISTA”.

E’ stato un libro che mi è rimasto nel cuore e ne ho conservate molte perle di saggezza!

Questo libro può essere letto come se fosse una favola, o essere letto in modo più profondo spirituale e simbolico. Dipende dal lettore.

Il libro narra la storia di un giovane pastore andaluso, che si mette in viaggio per realizzare il suo sogno e trovare il suo tesoro. Raggiunge le Piramidi e compie la sua Leggenda Personale.
La Leggenda Personale può essere intesa come compiere il proprio destino e realizzare quello per cui si è nati, il più importante scopo della vita.
Oltre alla Conoscenza di Sé, scoprirà che esiste un Anima del Mondo che regge tutte le cose, che esiste un Linguaggio Universale da scoprire attraverso segnali da decifrare, ma soprattutto troverà l’Amore che non ostacola la sua ricerca.


"Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose". Paulo Coelho



L'Alchimista da qui è possibile acquistare L'Alchimista.

venerdì 20 maggio 2011

IL PERDONO


Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese,
il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi;
ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese,
neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.
Matteo 6:14-15

E’ impossibile perdonare gli altri, se prima non perdoniamo noi stessi.
Perdonare se stessi, significa accettarsi in tutti gli aspetti: spirituali, psicologici, fisici e sociali.

Il PERDONO nasce da un atto d’amore. Tanto più piccolo sarà l’amore iniziale, tanto più grande sarà il nostro dono. Svincola l’Anima e la rende di nuovo libera di crescere e di evolversi e da una sensazione di leggerezza e di pace ineguagliabile.







Tra i vari testi che ho letto sul perdono, questo è un sunto che voglio condividere.

La vita scorre attraverso dei canali ai vari organi, come un impianto idraulico.

Ogni organo ha la propria personalità e la propria energia, che si traduce anche nei vari modi di sentire (es. l’ira usando l’energia del cuore, il coraggio usando l’energia del fegato, la rabbia usando l’energia del fegato ecc…).

Se questo sentire diventa un’abitudine negativa, s’instaura un prelievo continuo di energia dall’organo e un suo conseguente indebolimento. Non sarà più efficiente come prima e sarà più vulnerabile verso gli agenti esterni, fino alla malattia.

Quando sentiamo, ci identifichiamo e diventiamo quel sentire.

L’identificazione è l’egoismo più grande, perché è la causa della sofferenza.

Bisogna abbandonare l’identificazione per cercare l’identità.

Ad esempio, quando ci identifichiamo con la rabbia, in quel momento “diventiamo la rabbia”, bruciando l’energia peculiare del nostro fegato, giacché essa appartiene a lui.

Invece di usare il pensiero (identità) ne siamo usati (identificazione).

Il PER-DONO è un “dono-per noi stessi”, può servire a sbloccare le abitudini dell’identificazione e far scorrere di nuovo nei vari organi quell’energia prelevata e dispersa, da cui dipendono la salute e la vita.

Una pratica per sbloccare l’energia è quella dei “per-doni”; sono pensieri-preghiere che si fanno leggendo, anche mentalmente, cinque frasi.

Queste cinque frasi si ultimano con le “parole” che ci hanno fatto sentire l’identificazione. Una volta individuate le parole, come per esempio rabbia, paura, dolore, gelosia, invidia ecc., si completano le frasi:

PERDONO TUTTI COLORO CHE MI HANNO CAUSATO DI SENTIRE ……………

PERMETTO A TUTTI DI PERDONARMI PERCHE’ SENTO ………….

PERDONO ME STESSO/A PERCHE’ SENTO ……………

PREGO DIO DI PERDONARMI PERCHE’ SENTO …………

ACCETTO E AMO ME STESSO/A ANCHE QUANDO SENTO ……………

E’ necessario che questa pratica, la compia l’interessato perché le “parole” sono personali, corrispondono al presente e ci si riconosce subito, o al passato ripensando alle circostanze e persone che ci hanno fatto sentire quelle “parole” per poterle perdonare.

Il dimenticare non significa perdonare!
Il logorio interno, continua a incatenarci e a lavorare contro la nostra salute. Quando alcune “parole” si ripetono nell’elenco dei perdoni, bisogna rinnovarli e “dare un volto” a quelle parole e perdonarlo.
Si possono fare perdoni, per gli altri per aiutarli, o per i defunti, o per gli avvenimenti.

In modo relativo, può sembrare che i perdoni, non siano soddisfacenti per le nostre attese, ma non sta a noi giudicare ciò che è giusto o non giusto, bene o non bene per noi.

Quando chiediamo, ci viene dato, ma non sappiamo come e quando.

Funziona, anche se non ci credi!